>>>Comitato Genitori Candiolo<<<
venerdì 18 gennaio 2008
  la durata dell'orario scolastico
Ciao tutti,
riporto in allegato una lettera scritta da Monica al Dirigente Scolastico ( scaricatela qui), in relazione ai futuri cambi di orario nella scuola primaria. Sarebbe bello raccogliere i vs commenti (cliccando in basso a sx possono essere inseriti online), per argomentare quanto riportato, per cercare di capire anche quali sono le dinamiche didattiche nella scuola e permettere al comitato genitori di interagire costruttivamente con la scuola e con il consiglio d'istituto.

Scrivete, i pareri sono molto utili!!!
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Giuseppe Gagliano
 
Comments:
Sono un genitore che a settembre avrà i due figli iscritti al primo anno della scuola primaria e secondaria di Candiolo. Sono dispiaciuto nell'aver appreso il cambiamento di orario per il prossimo anno. Mio figlio frequenta tuttora a Nichelino una classe a tempo modulo e sono pienamente d'accordo con la signora Monica Garabello su tutto ciò che è espresso, cioè sull'importanza di questo tempo scuola. Giustamente, come dice la signora Monica, non è giusto non poter dare, anche se si tratta di una piccola minoranza di genitori, la possibilità di scegliere il tempo scuola per il proprio figlio. Come è giusto venire incontro alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano offrendo un tempo scuola pieno, non vedo perché non si debba soddisfare anche chi come noi pensa che un tempo scuola modulo non sia penalizzante e meno arricchente, ma semplicemente una scelta libera di come poter gestire la propria famiglia. Mio figlio nel tempo modulo ha trovato tutto ciò che gli ha permesso di crescere e maturare sia a scuola che a casa, permettendo anche a noi genitori di poterlo seguire e di poter fare assieme altre attività che spesso un tempo pieno penalizza. Giuseppe D'Angelo
 
Ciao tutti,
esprimo alcune mie consierazioni.
Io concordo con Monica sulla positività di una ridotta "giornata scolarizzata" se tale scolarizzazione avviene con il sistema "tradizionale" di scuola come ancora quella attuale, anche perchè i ns bambini, in prospettiva, avranno un obbligo maggiore che non quello che abbiamo avuto noi, di età scolare e quindi non dobbiamo certo creare una disaffezione dalla scuola.

Però se considero le motivazioni reali che hanno portato a questa variazione di orario e sono questi gli elementi di confronto che ritengo dobbiamo valutare, credo che questa soluzione sia forse un giusto compromesso e ho la speranza che porti ad una migliore scuola, una migliore didattica, che possa entusiasmare i ns bambini alla bellezza della conoscenza.

Le motivazioni che ho compreso, sono in una strategia formativa impostata sulla verticalità, cioè su una crescita che parte, con un unico ma + ampio progetto, dalla scuola materna e termina con la scuola media. Un progetto formativo strutturato in programmi che possono essere arricchiti da una didattica volta al concetto di "metacognitività" più che ad un concetto di contenitore e contenuto.
Un orario scolastico maggiormente esteso nella settimana può consentire da un lato il completamento delle proposte formative, affrontate con maggiore serenità perchè distribuite su + ore e dall'altro coadiuvare gli insegnamenti con attività che possano sviluppare nei bambini la comprensione dell'apprendimento e della stimolo alla conoscenza al fine inoltre di rendere la scuola un luogo davvero piacevole dove stare perchè non solo luogo di acquisizione di informazione e valutazione ma anche di scoperta e partecipazione attiva.
Questo tipo di didattica inoltre potrebbe meglio svincolare i bambini da impegni formativi (studio) in orario extrascolastico o domenicale e dedicare tale tempo ad attività ludiche, sportive, musicali o semplicemente di vita famigliare che di questa non ce ne mai abbastanza.

Per quanto riguarda invece + aspetti di scelta "democratica" da parte delle famiglie, mi rendo conto che sia limitante accettare la soluzione unica, ma spesso nelle evoluzioni organizzative bisogna fare i conti con le risorse che si hanno e immagino che in questo contesto scolastico non fosse possibile altrimenti, sicuramente chiederemo in consiglio d'istituto ulteriori delucidazioni.

Giuseppe Gagliano
 
Gentili genitori

non ho molto da agggiungere a quanto già espresso nell'incontro di mercoledì scorso. Comprendo che vi siano realtà territoriali diverse che offrono possiblità di scelta maggiori ma in una realtà dove la scuola primaria è unica, la stessa scuola deve rispondere da sola alle esigenze di molti. Inoltre il punto di origine delle scelte che la scuola opera è principalmente la didattica e la costruzione di un percorso educativo che risponda alle esigenze della pedagogia moderna e nello stesso tempo tenga conto delle risorse a disposizione. Non sempre questo è semplice da realizzare e a volte le scelte possono non incontrare il gradimento di tutte le famiglie che hanno ognuna di loro un'organizzazione diversa. Quello che posso assicurare è che le scelte da noi operate oggi e nel futuro non sono frutto di privilegi di alcuni rispetto ad altri ma sono esclusivamente legate a motivazioni di carattere pedagogico e didattico. Con i genitori che hanno cheisto un appuntamento con me in questi giorni ho discusso di questo ed altro e si è arrivati attraverso il confronto alla conoscenza delle posizioni reciproche a posizioni non pregiudiziali. Questa penso sia la strada per la realizzazione del clima di fiducia tra famiglie e scuola necessario al bene dei nostri ragazzi.

Il DS
 
Gentile Dirigente,
mi permetto di insistere: non trovo corretto che la faccenda venga liquidata in modo superficiale. Ritengo che abbiamo diritto ad un incontro nel quale Lei risponda in modo puntuale alle nostre domande e perplessità; incontro che si sarebbe dovuto svolgere preventivamente per annunciare questo grosso cambiamento.

Per quanto mi riguarda le domande sono le seguenti:

1) come è stato possibile che un cambiamento di tale portata sia stato approvato dal Consiglio di Istituto senza che se ne fosse saputo nulla prima? Perché non sono state convocate le rappresentanti di classe per illustrare loro la proposta sin dall’inizio dell’anno in modo che si potesse valutare la reazione dei genitori anticipatamente? Non credo che le rappresentanti servano solo a raccogliere i soldi per comprare il panettone a Natale o a decidere le gite, considero grave che vengano tagliate fuori in previsione di scelte veramente impattanti come questa!
2) Ho scelto questa scuola per mio figlio anche perché mi garantiva un orario consono alle sue e alle nostre esigenze. E’ lecito che, a metà del suo ciclo di scuola primaria, questo orario mi venga cambiato senza interpellarmi? La mia richiesta è che la novità, se proprio inevitabile, si applichi soltanto a chi deve ancora iniziare la prima, mentre chi ha cominciato in questo modo ha diritto di terminare il ciclo in questo modo. Forse non saranno d’accordo le mamme dei futuri allievi ma penso semplicemente che, se mio figlio il prossimo anno facesse prima anziché quarta, per me sarebbe più facile valutare le alternative e decidere di non iscriverlo a Candiolo, mentre capite che cambiare scuola e compagni a un bambino in quarta non è una decisione che si prende così a cuor leggero.
3) Lei mi parla di scelta limitata in quanto siamo in ‘una realtà dove la scuola primaria è unica, quindi la stessa scuola deve rispondere da sola alle esigenze di molti’. E’ un discorso accettabile però mi domando: è logico che siamo regrediti, in quanto a possibilità di scelta, di 4 o 5 anni? Prima della riforma Moratti esisteva, nella stessa scuola, modulo e tempo pieno o mi sbaglio? Se non è così sono almeno certa che a Piobesi esistesse il modulo e, visto che l’Istituto Comprensivo è composto di 3 paesi, sarebbe stato almeno auspicabile che si mantenesse una sezione di modulo, ad esempio a Piobesi. Magari non avrei comunque cambiato scuola a mio figlio in quarta ma almeno i genitori dei nuovi iscritti avrebbero avuto una possibilità di scelta in più.
4) Non dubito sulle motivazioni ‘didattiche e pedagogiche’ che sono all’origine delle scelte operate da Lei e dal Consiglio d’Istituto, tuttavia gradirei maggiori approfondimenti in merito. Stiamo parlando di un’ora di lezione in più alla settimana: sarò limitata ma faccio fatica a immaginare quale incredibile beneficio a livello di apprendimento potrebbe derivare a mio figlio da questo cambiamento. Ho la presunzione di credere che un’ora si possa facilmente recuperare nell’arco della settimana, inoltre trovo che le maestre di mio figlio, nonostante lo scarso tempo a disposizione, abbiamo svolto un ottimo lavoro: mio figlio conosce bene le tabelline, sa scegliere nello scrivere se mettere a con o senza l’acca ed e con o senza l’accento, ecc. Considero la sua preparazione soddisfacente per la terza elementare, inoltre il ragazzino mi pare allegro e sereno, per nulla ‘traumatizzato’ da ritmi di lavoro esagerati: sarò un’accademica e una tradizionalista, ma penso proprio che il rischio della scuola di oggi non sia quello di essere troppo nozionistica e che i nostri figli siano trattati alla stregua di ‘contenitori’. Tutto il contrario semmai! I contenuti molto spesso mancano (lo diceva anche la Mastrocola citata all’incontro sulla didattica, chi era presente lo ricorderà). Parole come progetti, laboratori, strategie (così ricorrenti oggi quando si parla di scuola) sono molto belle ma senza i contenuti continueremo ad avere adolescenti che non sanno perché si festeggia il 25 aprile o chi sia il Presidente della Repubblica in carica; senza le poesie imparate a memoria continueremo ad avere ragazzi che alle superiori non sono in grado di memorizzare una lezione o di concentrarsi nello studio per più di un’ora.
5) Come ultima osservazione vorrei spendere due parole sui famosi 10 minuti persi nell’ingresso a scuola (8,30 anziché 8,20): i ritardatari ‘cronici’ ci saranno sempre, anche se l’ingresso fosse alle 9. Quando mio figlio faceva la prima si entrava alle 8,30 e ricordo le numerose lamentele delle insegnanti per gli arrivi alle 8,35 e oltre. Inoltre mi domando: è giusto che, con un atteggiamento tipicamente italiano, si debba sempre cedere al malcostume dilagante? Sono arrivata per 3 anni sempre puntuale e abito nella zona di Candiolo ‘aldilà del passaggio a livello’ (i candiolesi sanno bene che questo significa a volte 5 o 10 minuti di fermo obbligato!), non ho mai parcheggiato in seconda fila (se eccezionalmente sono al limite utilizzo lo ‘scarico veloce’), mi pare educativo insegnare a mio figlio che le regole vanno rispettate e che, per esempio, vale la pena alzarsi qualche minuto prima, fare le cose con calma e percorrere 30 metri a piedi piuttosto che scaraventarlo giù dall’auto con altri genitori inferociti che mi strombazzano alle spalle. Molti genitori si comportano come me: non riesco a spiegarmi come, anziché punire i ritardatari, si sia scelto di penalizzare le persone corrette, passando così il messaggio che i soliti ‘furbetti’ alla fin fine hanno sempre la meglio.

Sono nuovamente stata prolissa, mi dispiace, ma l’argomento è complesso! Chiedo anche ad altri genitori di esprimersi e di aggiungere le loro domande e confido nella disponibilità del dirigente ad incontrarci.

Cordiali Saluti.

Monica Garabello
 
Sono un genitore di due bimbi che il prossimo anno frequenteranno a Candiolo le scuole elementari e medie. In questi giorni ho incontrato il DS con il quale ho avuto modo di confrontarmi riguardo al tempo scuola.

Premetto che provengo da una realtà (Nichelino) dove è presente la possibilità di un tempo scuola modulo; e a favore di questo ho espresso le mie esigenze.

Devo dire che le motivazioni sulla scelta compiuta invece da questo istituto rispetto al tempo scuola mi sono state illustrate in maniera esaustiva e chiara.

Concordo quindi con il DS sul fatto che la scelta è stata effettuata per poter dare ai ragazzi una maggiore offerta pedagogico-didattica, considerando altresì che Candiolo è una realtà “numericamente” diversa da Nichelino.

Ringrazio il DS per la disponibilità al colloquio ed al confronto. Sono d'accordo sull’importanza della fiducia tra famiglia e scuola, fondamentale per la buona crescita dei ragazzi.
Marino Orietta
 
Sono un genitore di un bambino che frequenta la classe IV di Piobesi e sono pienamente d'accordo con al sig.ra Monica Garabello in ogni punto. Vorrei capire, vista la carenza di insegnanti sul nostro territorio in particolare, come si penserà L'anno prossimo di coprire addirittura un'ora in più la settimana?

Tesio Paola
 
Gentili genitori,
io invece credo il nostro DS abbia molte cose da aggiungere. La scuola, oggi, non ha bisogno di scelte unilaterali o politiche. Le mie esigenze, differenti o meno da quelle di altri genitori, non credo che siano prioritarie in questo momento. La scuola sta mancando all'impegno di "recepire le necessità del territorio e delle famiglie elaborando in concerto azioni mirate al sostegno della famiglia, degli studenti e dei loro bisogni", così come scritto nella tanto cara Carta dei Servizi.
Durante la riunione del 16 gennaio 2008, la voce del nostro DS, ha sottolineato che le scelte sono state intraprese “per il bene dei bambini” Scusate la mia permalosità, ma mi sento nel dovere di specificare,“per il bene dei nostri bambini”, che alcune informazioni, alcune risposte, alcune NON risposte e alcuni atteggiamenti emerse durante l’incontro, mi hanno portato a dubitare della fiducia e della considerazione riposte dalla nostra Dirigenza scolastica nei confronti di noi genitori.
I genitori dei bambini che già frequentano la scuola primaria di Candiolo hanno, a suo tempo, effettuato una scelta. Non hanno semplicemente consegnato un modulo compilato in segreteria. I genitori hanno, responsabilmente, cercato e scelto l’offerta più affine alla propria ideologia (per esempio, una buona alternanza tra tempo studio e tempo libero) o quella che meglio di altre è riuscita ad integrare le varie esigenze familiari (orario scolastico, orario lavorativo, distanza scuola-lavoro, ecc.).
L’impossibilità di riconfermare un’offerta vanifica, di conseguenza, una scelta. La Vostra offerta, la nostra scelta. Anche nell’ipotesi in cui la variazione di orario fosse imposta da una nuova riforma (così ci hanno fatto intendere durante l’incontro), ritengo doveroso da parte della Dirigenza Scolastica una maggiore considerazione. Un cambiamento così sostanziale non può essere semplicemente comunicato durante una assemblea che riunisce i genitori dei bambini dai 2 ai 16 anni di età. Posso garantire che mai i rappresentanti di classe sono stati informati di queste nuove "esigenze".
Ringrazio il DS per la comprensione esternata nell'allegata lettera. Effettivamente, è molto simile, nei contenuti, alle risposte fornite durante la riunione con l'aggiunta di un pizzico di buona politica. Non trovo, nella lettera il calendario delle riunioni/incontro con i genitori divisi per ciclo scolastico. Esigenza nata durante la confusionaria riunione del 16 u.s.

Credo che il nostro DS debba aggiungere qualcosa a quanto già espresso, perchè sono rimasta interdetta nel riscontrare una significativa differenza tra le informazioni enunciate a giustificazione dell’introdotta variazione di orario e la Circolare ministeriale n. 110 del 14/12/2007 (citata anche nel modulo di iscrizione).

Per permettere ad altri genitori di confrontare le informazioni ricevute, trascrivo, di seguito, la parte riguardante gli orari, così come riportato nella circolare menzionata: "2.2 Gli orari di funzionamento - Le istituzioni scolastiche definiscono nel Piano dell'Offerta Formativa il tempo-scuola in un quadro unitario come offerta organica alle famiglie. L'offerta formativa terrà conto delle risorse professionali di cui la scuola dispone e delle prevalenti e ricorrenti richieste delle famiglie. Le dotazioni di organico del personale docente assicureranno l'organizzazione delle attività didattiche per il tempo scuola ordinario o, se le risorse assegnate lo consentono, per il tempo pieno. Il tempo scuola ordinario, funzionante per un massimo di 30 ore settimanali, è comprensivo di orario obbligatorio e facoltativo opzionale a cui può aggiungersi l'eventuale tempo dedicato alla mensa la cui fruizione è lasciata alla opzione delle famiglie". Nella mia ignoranza, non riesco ad individuare un obbligo, ma solo una possibilità.

Credo che il nostro DS debba aggiungere qualcosa a quanto già espresso, perchè c'è molta differenza tra "non sono frutto di privilegi di alcuni " e "discriminazione nei confronti dei nuclei familiari dove entrambi i genitori sono anche impegnati in un lavoro. E c'è molta differenza tra cercare una soluzione ed ignorare il problema (dalla riunione del 16 u.s.: posticipando l'ingresso aumenteranno le esigenze di pre-scuola, avete risolto il problema riguardo il tetto max attualmente fissato in n. 30 bambini? Risposta: no, ricordo che la scuola non è tenuta a fornire il servizio di pre-scuola).
Credo che il nostro DS debba aggiungere qualcosa a quanto già espresso, perchè noi genitori crediamo che la scuola debba essere anche educativa. Giustificare e gratificare il ritardatario, penalizzando il bambino che è costretto a raggiungere la scuola in orario è irrispettoso, ineducativo, avvilente. Questo vale per quello che viene comunemente definito il "ritardatario cronico". Per agevolare la puntualità di chi non credeva di essere in ritardo, proporrei anche di specificare meglio, sulla carta dei servizi, l'orario. Leggere "dal lunedì al venerdì 8.30 - 12.30" non mi porta a pensare di essere in ritardo se arrivo, anche alle 8,29. Trovare sempre le porte aperte non mi porta a pensare di essere in ritardo. Entrambe le cose non aiutano ad educare grandi e piccini al rispetto.
Infine, credo che il nostro DS debba aggiungere qualcosa a quanto già espresso e che lo debba fare di persona davanti a noi genitori.
Ringrazio tutti per l'attenzione.
Silvia Gila
 
Egregio Dott. Graziano
Sono una mamma di tre bambini, due dei quali frequentanti la scuola elementare. Ho scelto a suo tempo di iscrivere i miei figli alla scuola elementare di Candiolo non solo perché è il nostro paese di residenza ma anche perché mi offriva la possibilità di scegliere tra un tempo “pieno” e un tempo “modulare”.
Personalmente ritengo che l’apprendimento non passi solo attraverso un ampliamento del tempo scuola, ma si nutra anche di stimoli ed opportunità che il cosiddetto “tempo libero” offre (giardino-sole-sport-relax-movimento…).
Come Lei ha chiaramente spiegato la Riforma Fioroni attribuisce una grande autonomia decisionale alle varie scuole(e quindi al Dirigente Scolastico e al Corpo Docenti); mi piace tuttavia credere che anche la famiglia, responsabile dell’educazione e della crescita dei propri figli ancor prima della scuola, venga in qualche modo ascoltata ed accolta nei suoi bisogni, senza per questo interferire nelle scelte didattiche che solo i professionisti possono operare.
Chiedo per tanto che si apra un dibattito/confronto con tutte quelle famiglie che probabilmente appartengono ad una minoranza( quelle cioè che desidererebbero diminuire i pomeriggi anziché aumentarli) ma non per questo non meritano di essere ascoltate.
Ribadisco infine che la possibilità di scelta tra un tempo facoltativo ed uno obbligatorio rende a parer mio una scuola seria e matura, tesa cioè a trovare un non sempre facile compromesso/equilibrio tra le esigenze degli adulti e quelle dei bambini.
In attesa di riscontro
Grazie per l’attenzione
SILVIA SUPPO
 
Sono una mamma, ho tre figli e frequento il mondo scolastico, come genitore, da 14 anni. E’ chiaro che in questi anni io e mio marito abbiamo tante volte fatto delle scelte. Avevamo iscritto i due figli più grandi, che ora frequentano le scuole superiori, alla scuola elementare di Piobesi perché offriva un tempo scuola più vicino alle nostre esigenze. Con la figlia minore abbiamo scelto la scuola elementare di Candiolo perché nel frattempo aveva cambiato gli orari e offriva la possibilità di scegliere un tempo scuola con due pomeriggi liberi. Non voglio dilungarmi ad elencare i motivi per cui riteniamo importante poter disporre di due pomeriggi interamente liberi da trascorre a casa poiché è sicuramente una scelta molto personale ed è già stata argomentata da altri genitori (Monica Garabello, Silvia Suppo, Giuseppe D’Angelo).
Ritengo però poco rispettoso delle scelte delle famiglie imporre un cambio di orario durante il ciclo della scuola e oltretutto senza consultare le famiglie che avevano consapevolmente operato una scelta in questo senso. Sottolineo che la famiglia, nell’atto di scegliere, deve tenere conto di tante variabili, alcune interne alla propria famiglia, altre esterne ad essa e la scelta finale non è che l’equilibrio di queste variabili.
Comprendo che le scelte fatte dalla scuola abbiano come priorità la didattica e la costruzione di un progetto educativo adeguato ai tempi ma confesso che mi risulta estremamente difficile accettare questo cambiamento, che mi viene imposto in nome della didattica, quando la scuola, in alcuni casi, non è in grado di garantire un livello minimo di professionalità degli insegnanti.
Io devo cambiare l’organizzazione della mia famiglia ma in cambio non ho nessuna certezza che il tempo che mia figlia trascorrerà a scuola sia un tempo di “qualità”. Posso solo “sperare” che mia figlia abbia la “fortuna” di incontrare un insegnante che per propria attitudine e sensibilità sia capace a svolgere la propria professione.
Allora vorrei chiedere a voi che leggete questa mia riflessione, che cosa possiamo fare noi genitori per fare in modo che la scuola sia nelle condizioni di garantire ai nostri figli che il tempo trascorso nelle aule scolastiche sia davvero un tempo nel quale la didattica viene svolta con competenza e gli insegnanti siano adeguatamente preparati per costruire con gli alunni un progetto educativo?
Ancora un aspetto sul quale vorrei riflettere: la scuola ci chiede di lasciarle per più tempo i nostri figli affinchè siano più preparati ad affrontare la complessità della società che li attende ma gli insegnanti preposti alla loro formazione culturale e personale non sono in alcun modo “obbligati” a seguire dei corsi di formazione ossia ci sono insegnanti che formano ma non si formano!
Antonella Granella
 
Pomeriggi sì o pomeriggi no?

Sulla base dell’esperienza vissuta dai miei figli e da noi genitori, ritengo che i pomeriggi scolastici obbligatori, così come attualmente concepiti, possano forse risultare utili per i genitori che lavorano e per i docenti, ma non certo per i diretti interessati e cioè gli studenti.
Lo constatai quando i miei figli frequentavano la scuola elementare con 3 pomeriggi obbligatori e lo ribadisco ora che frequentano la scuola media, dove i pomeriggi obbligatori sono 2: il lunedì ed il mercoledì.

Qui l’orario scolastico inizia alle 8.55, l’uscita è alle 16.30, l’ora di lezione dura 50 minuti, per un totale di 9 ore di lezione.
Nell’arco della giornata a tempo pieno vengono affrontate dalle 8 alle 9 materie e tutte impegnative, infatti, contrariamente ad ogni logica, la programmazione oraria non è stata formulata tenendo conto del fatto che nel pomeriggio la stanchezza comincia a farsi sentire, la soglia di attenzione cala e così pure la concentrazione.
Ma la giornata scolastica non è conclusa perché a casa bisogna ripartire con studio e compiti: quelli che troppo spesso vengono assegnati da un giorno all’altro, o quelli che non si è riusciti a svolgere durante il week-end, già abbondantemente saturo di compiti per il lunedì.
Anche in questo caso il calendario settimanale è stato formulato con scarsa attenzione nei confronti degli studenti poiché talune materie si susseguono per 2 o 3 giorni consecutivi: un’ora oggi, una domani, un’altra dopodomani che, tradotte in compiti significano un compito oggi per domani ed un altro domani per dopodomani.
Per quanto i ragazzi cerchino di programmarsi ed organizzarsi, spesso non riescono a portare a termine il lavoro assegnato o lo completano malamente.

Niente di grave, forse, per i più dotati, per quelli energici, instancabili e veloci nello studio.
Ma per i “meno fortunati” (e sono una larga percentuale) la faccenda si fa critica: bisogna lavorare ancora almeno un paio d’ore dopo l’uscita da scuola.
Se poi è necessario un aiuto (e succede spesso) si aspetta che mamma e papà rientrino dal lavoro per continuare, se è il caso, anche dopo cena.
Le energie sono praticamente esaurite e la concentrazione è ridotta a zero.
Concetti e nozioni si mescolano e rimescolano come un minestrone.
Personalmente non riesco a vedere l’utilità di questi pomeriggi obbligatori, che, al contrario, risultano essere causa di nervosismo in famiglia, confusione e stress nei ragazzi (quelli che studiano, naturalmente).

I dati parlano da sé: sono aumentate le ore di studio e le materie, ma paradossalmente si continua a lamentare una scarsa preparazione scolastica delle nuove generazioni.
Evidentemente qualità e quantità non vanno a braccetto.
Studio e compiti a casa sono direttamente proporzionali alle ore di lezione a scuola (più ore scuola equivalgono a più compiti a casa, ma con meno tempo a disposizione per svolgerli).
Sono indubbiamente utili, ma solo se svolti in giusta misura, con la dovuta attenzione e calma, perciò credo che il rendimento dei ragazzi potrebbe migliorare se li mettessimo nella condizione di lavorare più serenamente.

Inoltre non possiamo continuare ad ignorare il famoso “zaino pesante”, forse di scarsa rilevanza per chi va e viene in auto, ma alquanto problematico per chi a scuola ci va a piedi.
Il materiale scolastico è composto da circa 8-9 libri e altrettanti quaderni, per un peso totale di circa 16 Kg.; senza tener conto dei materiali aggiuntivi quali: scarpe, maglietta e pantaloncini per la ginnastica, album, colori, squadre e squadrette per tecnologia e disegno, per cui in certi giorni bisogna ricorrere ad un secondo zaino.

Ultimo ma non meno importante è l’argomento del tempo libero: movimento, gioco, fantasia sono tanto importanti quanto l’istruzione e a quest’età meritano un loro spazio.
Risulta difficile ritagliare del tempo da dedicare ad un’attività extra-scolastica; oltretutto da ottobre a marzo si aggiunge il catechismo al giovedì pomeriggio.

Non sono convinta che chi vuole eliminare i pomeriggi obbligatori costituisca una minoranza, ad ogni buon conto credo che il ritorno ai pomeriggi facoltativi con attività di laboratorio possa essere il giusto compromesso per accontentare tutti, grandi e piccini.
 
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